DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2017, n. 75

Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. (17G00089)
 
 Vigente al: 2-11-2017  
 

Capo VII
Responsabilità disciplinare

                               Art. 12 
 
Modifiche all'articolo 55 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.
                                 165 
 
  1. Al comma 1 dell'articolo 55 del  decreto  legislativo  30  marzo
2001, n.  165,  e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «La
violazione dolosa o colposa delle suddette  disposizioni  costituisce
illecito disciplinare  in  capo  ai  dipendenti  preposti  alla  loro
applicazione.». 
                               Art. 13 
 
Modifiche all'articolo 55-bis del decreto legislativo 30 marzo  2001,
                               n. 165 
 
  1. All'articolo 55-bis del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Per le infrazioni  di
minore  gravita',  per  le  quali  e'  prevista  l'irrogazione  della
sanzione del rimprovero verbale, il procedimento disciplinare  e'  di
competenza  del  responsabile  della  struttura  presso  cui   presta
servizio il dipendente. Alle infrazioni per le quali e'  previsto  il
rimprovero verbale si applica la disciplina stabilita  dal  contratto
collettivo.»; 
  b)  il  comma  2  e'  sostituito   dal   seguente:   «2.   Ciascuna
amministrazione, secondo il proprio ordinamento e  nell'ambito  della
propria  organizzazione,  individua  l'ufficio  per  i   procedimenti
disciplinari competente  per  le  infrazioni  punibili  con  sanzione
superiore al rimprovero verbale e ne  attribuisce  la  titolarita'  e
responsabilita'.»; 
  c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3.  Le  amministrazioni,
previa convenzione, possono prevedere  la  gestione  unificata  delle
funzioni dell'ufficio competente  per  i  procedimenti  disciplinari,
senza maggiori oneri per la finanza pubblica.»; 
  d) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Fermo restando quanto
previsto  dall'articolo  55-quater,  commi  3-bis  e  3-ter,  per  le
infrazioni  per  le  quali  e'  prevista  l'irrogazione  di  sanzioni
superiori al rimprovero  verbale,  il  responsabile  della  struttura
presso cui presta servizio il dipendente, segnala  immediatamente,  e
comunque  entro  dieci   giorni,   all'ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari i fatti ritenuti di rilevanza  disciplinare
di  cui  abbia  avuto  conoscenza.   L'Ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari, con  immediatezza  e  comunque  non  oltre
trenta giorni decorrenti dal ricevimento della predetta segnalazione,
ovvero dal momento in cui abbia altrimenti avuto piena conoscenza dei
fatti ritenuti di rilevanza disciplinare, provvede alla contestazione
scritta dell'addebito e convoca l'interessato, con  un  preavviso  di
almeno venti giorni, per l'audizione in contraddittorio a sua difesa.
Il dipendente puo' farsi assistere da un  procuratore  ovvero  da  un
rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o  conferisce
mandato.  In  caso  di  grave  ed  oggettivo  impedimento,  ferma  la
possibilita'  di  depositare  memorie  scritte,  il  dipendente  puo'
richiedere che l'audizione a sua difesa sia differita, per  una  sola
volta, con proroga del termine per la conclusione del procedimento in
misura corrispondente. Salvo quanto  previsto  dall'articolo  54-bis,
comma 4, il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del
procedimento. L'ufficio competente per  i  procedimenti  disciplinari
conclude  il  procedimento,  con  l'atto  di   archiviazione   o   di
irrogazione   della   sanzione,   entro   centoventi   giorni   dalla
contestazione dell'addebito. Gli atti  di  avvio  e  conclusione  del
procedimento  disciplinare,  nonche'  l'eventuale  provvedimento   di
sospensione cautelare del dipendente,  sono  comunicati  dall'ufficio
competente   di   ogni   amministrazione,   per    via    telematica,
all'Ispettorato per la funzione pubblica, entro  venti  giorni  dalla
loro adozione. Al fine di tutelare la riservatezza del dipendente, il
nominativo dello stesso e' sostituito da un codice identificativo.»; 
  e) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. La  comunicazione  di
contestazione   dell'addebito   al   dipendente,   nell'ambito    del
procedimento disciplinare, e' effettuata  tramite  posta  elettronica
certificata, nel caso in cui il dipendente dispone di idonea  casella
di posta, ovvero tramite consegna  a  mano.  In  alternativa  all'uso
della posta elettronica certificata  o  della  consegna  a  mano,  le
comunicazioni  sono  effettuate  tramite  raccomandata  postale   con
ricevuta  di  ritorno.   Per   le   comunicazioni   successive   alla
contestazione  dell'addebito,  e'  consentita  la  comunicazione  tra
l'amministrazione ed i propri dipendenti tramite posta elettronica  o
altri strumenti informatici di comunicazione, ai sensi  dell'articolo
47, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo 7  marzo  2005,
n. 82, ovvero anche al numero di  fax  o  altro  indirizzo  di  posta
elettronica,  previamente  comunicati  dal  dipendente  o   dal   suo
procuratore.»; 
  f) al comma 6, le parole «il capo della struttura o l'ufficio per i
procedimenti disciplinari possono acquisire da altre  amministrazioni
pubbliche»  sono  sostituite  dalle  seguenti:   «l'Ufficio   per   i
procedimenti disciplinari puo'  acquisire  da  altre  amministrazioni
pubbliche»; 
  g) al comma 7, la parola «lavoratore» e' soppressa, dopo le  parole
«alla stessa» sono inserite le seguenti: «o a una diversa», le parole
«o ad una  diversa»  sono  soppresse,  e  le  parole  «dall'autorita'
disciplinare»   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «dall'Ufficio
disciplinare»; 
  h)  al  comma  8,  primo  periodo,  le  parole  «concluso  o»  sono
sostituite  dalle  seguenti:  «concluso  e»  e  l'ultimo  periodo  e'
sostituito dai seguenti: «In caso di trasferimento del dipendente  in
pendenza di procedimento disciplinare, l'ufficio per  i  procedimenti
disciplinari  che  abbia  in  carico  gli  atti  provvede  alla  loro
tempestiva   trasmissione   al   competente   ufficio    disciplinare
dell'amministrazione presso cui il dipendente e' trasferito. In  tali
casi il procedimento disciplinare  e'  interrotto  e  dalla  data  di
ricezione   degli   atti   da   parte    dell'ufficio    disciplinare
dell'amministrazione presso cui il dipendente e' trasferito decorrono
nuovi termini per la contestazione dell'addebito o per la conclusione
del procedimento. Nel caso in cui  l'amministrazione  di  provenienza
venga a  conoscenza  dell'illecito  disciplinare  successivamente  al
trasferimento del dipendente, la stessa  Amministrazione  provvede  a
segnalare immediatamente  e  comunque  entro  venti  giorni  i  fatti
ritenuti di rilevanza disciplinare  all'Ufficio  per  i  procedimenti
disciplinari dell'amministrazione presso cui il dipendente  e'  stato
trasferito e dalla data  di  ricezione  della  predetta  segnalazione
decorrono i termini per  la  contestazione  dell'addebito  e  per  la
conclusione del procedimento. Gli esiti del procedimento disciplinare
vengono  in  ogni  caso  comunicati  anche   all'amministrazione   di
provenienza del dipendente.»; 
  i) il comma 9  e'  sostituito  dal  seguente:  «La  cessazione  del
rapporto di lavoro estingue il procedimento  disciplinare  salvo  che
per l'infrazione commessa sia prevista la sanzione del  licenziamento
o comunque sia stata disposta la sospensione cautelare dal  servizio.
In tal caso le determinazioni conclusive sono assunte ai  fini  degli
effetti giuridici ed economici  non  preclusi  dalla  cessazione  del
rapporto di lavoro.»; 
  j) dopo il comma 9 sono aggiunti i seguenti: 
  «9-bis. Sono nulle le  disposizioni  di  regolamento,  le  clausole
contrattuali o le disposizioni  interne,  comunque  qualificate,  che
prevedano  per  l'irrogazione  di  sanzioni  disciplinari   requisiti
formali o  procedurali  ulteriori  rispetto  a  quelli  indicati  nel
presente  articolo  o  che   comunque   aggravino   il   procedimento
disciplinare. 
  9-ter.  La  violazione  dei  termini  e  delle   disposizioni   sul
procedimento disciplinare previste dagli articoli da 55 a  55-quater,
fatta salva l'eventuale responsabilita' del dipendente cui  essa  sia
imputabile, non determina la decadenza dall'azione  disciplinare  ne'
l'invalidita' degli atti  e  della  sanzione  irrogata,  purche'  non
risulti  irrimediabilmente  compromesso  il  diritto  di  difesa  del
dipendente, e le modalita'  di  esercizio  dell'azione  disciplinare,
anche in ragione della natura  degli  accertamenti  svolti  nel  caso
concreto,  risultino  comunque  compatibili  con  il   principio   di
tempestivita'. Fatto salvo quanto previsto  dall'articolo  55-quater,
commi 3-bis e 3-ter, sono da considerarsi perentori il termine per la
contestazione dell'addebito e  il  termine  per  la  conclusione  del
procedimento. 
  9-quater. Per il personale  docente,  educativo  e  amministrativo,
tecnico e ausiliario  (ATA)  presso  le  istituzioni  scolastiche  ed
educative statali, il procedimento disciplinare per le infrazioni per
le quali e' prevista l'irrogazione di sanzioni fino alla  sospensione
dal servizio con privazione della retribuzione per dieci giorni e' di
competenza del responsabile della struttura in possesso di  qualifica
dirigenziale  e  si  svolge  secondo  le  disposizioni  del  presente
articolo. Quando il responsabile della  struttura  non  ha  qualifica
dirigenziale o comunque per le infrazioni punibili con sanzioni  piu'
gravi  di  quelle  indicate  nel  primo  periodo,   il   procedimento
disciplinare  si  svolge  dinanzi  all'Ufficio   competente   per   i
procedimenti disciplinari.». 
                               Art. 14 
 
Modifiche all'articolo 55-ter del decreto legislativo 30 marzo  2001,
                               n. 165 
 
  1. All'articolo 55-ter del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) al comma 1, il secondo periodo e' soppresso; al  terzo  periodo,
le parole da  «Per  le  infrazioni»  a  «l'ufficio  competente»  sono
sostituite dalle  seguenti:  «Per  le  infrazioni  per  le  quali  e'
applicabile una sanzione superiore alla sospensione dal servizio  con
privazione  della  retribuzione  fino  a  dieci   giorni,   l'ufficio
competente per i procedimenti disciplinari» e le parole da  «,  salva
la possibilita'» a «del dipendente.» sono sostituite dalle  seguenti:
«.  Fatto  salvo  quanto  previsto  al  comma  3,   il   procedimento
disciplinare sospeso puo' essere riattivato qualora l'amministrazione
giunga in possesso di elementi nuovi, sufficienti per  concludere  il
procedimento,  ivi  incluso  un  provvedimento  giurisdizionale   non
definitivo. Resta in ogni caso salva la possibilita' di  adottare  la
sospensione  o  altri  provvedimenti  cautelari  nei  confronti   del
dipendente.»; 
  b) al comma 2 le parole «l'autorita'  competente»  sono  sostituite
dalle   seguenti:   «l'ufficio   competente   per   i    procedimenti
disciplinari»; 
  c) al comma 3 le parole «l'autorita'  competente»  sono  sostituite
dalle   seguenti:   «l'ufficio   competente   per   i    procedimenti
disciplinari»; 
  d) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Nei casi  di  cui  ai
commi 1, 2 e 3, il  procedimento  disciplinare  e',  rispettivamente,
ripreso   o   riaperto,   mediante   rinnovo   della    contestazione
dell'addebito,  entro  sessanta  giorni  dalla  comunicazione   della
sentenza, da parte della cancelleria del giudice, all'amministrazione
di appartenenza del dipendente, ovvero dal  ricevimento  dell'istanza
di riapertura. Il procedimento  si  svolge  secondo  quanto  previsto
nell'articolo 55-bis con integrale nuova decorrenza dei  termini  ivi
previsti  per  la   conclusione   dello   stesso.   Ai   fini   delle
determinazioni conclusive,  l'ufficio  procedente,  nel  procedimento
disciplinare   ripreso   o   riaperto,   applica   le    disposizioni
dell'articolo 653, commi 1 e 1-bis, del codice di procedura penale.». 
                               Art. 15 
 
Modifiche all'articolo 55-quater del  decreto  legislativo  30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1, dopo la lettera  f)  sono  inserite  le  seguenti:
«f-bis) gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento,  ai
sensi dell'articolo 54, comma 3; 
  f-ter) commissione dolosa, o gravemente colposa, dell'infrazione di
cui all'articolo 55-sexies, comma 3; 
  f-quater)  la  reiterata  violazione  di  obblighi  concernenti  la
prestazione lavorativa, che abbia determinato l'applicazione, in sede
disciplinare,  della  sospensione  dal  servizio   per   un   periodo
complessivo superiore a un anno nell'arco di un biennio; 
  f-quinquies)  insufficiente  rendimento,  dovuto   alla   reiterata
violazione degli  obblighi  concernenti  la  prestazione  lavorativa,
stabiliti  da  norme  legislative  o  regolamentari,  dal   contratto
collettivo    o    individuale,    da    atti     e     provvedimenti
dell'amministrazione  di  appartenenza,  e  rilevato  dalla  costante
valutazione negativa della performance  del  dipendente  per  ciascun
anno dell'ultimo triennio,  resa  a  tali  specifici  fini  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 5-bis, del  decreto  legislativo  n.  150  del
2009.»; 
  b) il comma 2 e' abrogato; 
  c) al comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nei casi
in cui le condotte punibili con il licenziamento  sono  accertate  in
flagranza,  si  applicano  le  previsioni  dei  commi  da   3-bis   a
3-quinquies.». 
                               Art. 16 
 
Modifiche all'articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a)  al  comma  2,  le  parole   «il   danno   all'immagine   subiti
dall'amministrazione.» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «il  danno
d'immagine di cui all'articolo 55-quater, comma 3-quater.»; 
  b) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: «3-bis. Fermo  restando
quanto previsto dall'articolo 55-quater, comma 1, lettere a) e b),  i
contratti collettivi nazionali individuano le condotte e  fissano  le
corrispondenti sanzioni disciplinari con riferimento alle ipotesi  di
ripetute e ingiustificate assenze dal servizio in continuita' con  le
giornate festive e di riposo settimanale, nonche' con riferimento  ai
casi di ingiustificate assenze collettive in determinati periodi  nei
quali  e'  necessario  assicurare  continuita'  nell'erogazione   dei
servizi all'utenza.». 
                               Art. 17 
 
Modifiche all'articolo 55-sexies del  decreto  legislativo  30  marzo
                            2001, n. 165 
 
  1. All'articolo 55-sexies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, sono apportate le seguenti modificazioni: 
  a) il comma 1 e' sostituito dal  seguente:  «1.  La  violazione  di
obblighi concernenti la prestazione lavorativa, che abbia determinato
la condanna dell'amministrazione al risarcimento del danno,  comporta
comunque, nei confronti del dipendente  responsabile,  l'applicazione
della sospensione dal servizio con privazione della  retribuzione  da
un minimo  di  tre  giorni  fino  ad  un  massimo  di  tre  mesi,  in
proporzione all'entita'  del  risarcimento,  salvo  che  ricorrano  i
presupposti  per  l'applicazione   di   una   piu'   grave   sanzione
disciplinare.»; 
  b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Il mancato  esercizio
o la decadenza dall'azione disciplinare, dovuti  all'omissione  o  al
ritardo, senza  giustificato  motivo,  degli  atti  del  procedimento
disciplinare, inclusa la segnalazione  di  cui  all'articolo  55-bis,
comma  4,  ovvero  a  valutazioni  manifestamente  irragionevoli   di
insussistenza dell'illecito in relazione a condotte aventi  oggettiva
e  palese  rilevanza   disciplinare,   comporta,   per   i   soggetti
responsabili, l'applicazione della sospensione dal servizio fino a un
massimo di tre mesi, salva la  maggiore  sanzione  del  licenziamento
prevista nei casi di cui all'articolo  55-quater,  comma  1,  lettera
f-ter), e comma 3-quinquies. Tale  condotta,  per  il  personale  con
qualifica  dirigenziale  o   titolare   di   funzioni   o   incarichi
dirigenziali, e' valutata anche ai fini della responsabilita' di  cui
all'articolo 21 del presente decreto. Ogni amministrazione  individua
preventivamente  il  titolare   dell'azione   disciplinare   per   le
infrazioni di cui al presente comma commesse da soggetti responsabili
dell'ufficio di cui all'articolo 55-bis, comma 4.».